La grande congiunzione Giove-Saturno (la coppia di puntini ravvicinati che si vedono in cielo all'estremità sinistra delle foto), come nella storia dell'umanità non era mai stata vista. Già, perché nel 1226 d.C., anno della più recente occasione per ammirare l'evento astronomico in questione, il Cupolone non c'era ancora... il ponte sì, all'epoca era già lì da un migliaio di anni (gran cosa, la Storia di questa città), tant'è che di lì a un'altra ottantina d'anni Dante Alighieri lo descriverà nel diciottesimo canto dell'Inferno, anche se naturalmente non aveva l'aspetto attuale: in particolare, il parapetto disegnato dal Bernini, e gli angeli scolpiti dai suoi allievi, arriveranno dopo oltre quattro secoli, per cui, anche per loro, nonostante ne abbiano viste di cose, passare lungo il Tevere... era la prima volta.
Nella terza foto, il Gigante del Sistema Solare e il Signore degli Anelli si accingono a tramontare dietro ai platani del Lungotevere, al cospetto della bimillenaria storia del Mausoleo di Adriano, al secolo Castel Sant'Angelo, o anche domus Theodorici, com'era conosciuto nell'alto Medioevo, da Teodorico, sovrano degli Ostrogoti dal 474 d.C., cresciuto e istruito a Costantinopoli, conquistatore d'Italia e secondo Re barbaro di Roma dopo aver sconfitto in battaglia nel 489-490 d.C. (e ucciso personalmente nel 493 d.C.) Odoacre, e da quel momento fautore di una lunga politica di convivenza tra Goti e Romani (le vestigia architettoniche del suo regno si possono ammirare soprattutto nei celebri palazzi e mosaici di Ravenna).
Fu lui il primo ad adibire il castello di cui sopra a prigione, funzione mantenuta, prima sotto i pontefici e poi sotto il governo italiano, fino all'inizio del XX secolo, anche se dall'inizio del XV secolo (e fino alla costruzione delle Carceri Nove in via Giulia a metà del XVII secolo) le principali carceri di Roma diventarono quelle dirimpetto a Castel Sant'Angelo, sull'altro lato del Tevere (dietro ai platani più a sinistra della foto), ovvero le carceri papali di Tor di Nona, dove venne portato Giordano Bruno dopo la sentenza letta l'8 febbraio 1600 in Piazza Navona, e dalle quali venne condotto in Piazza Campo de' Fiori per essere arso vivo il 17 febbraio.
Vorrei dedicare queste foto a mio padre e mia madre, che mi hanno insegnato l'importanza della Storia, la curiosità di guardarmi attorno alla ricerca di cose belle e la passione di imparare cose nuove.
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