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8 aprile 2021: Roma con lo sfondo dell'Appennino innevato

La neve d'aprile ancora abbondante sulle cime e sulle creste dell'Appennino e del subappennino, sullo sfondo dei monumenti di Roma (foto 8 aprile 2021 dal colle del Gianicolo).



Al centro, la cupola e le due torri campanarie di Sant'Agnese in Agone, la chiesa del Borromini situata in Piazza Navona, e la sommità della colonna di Marco Aurelio.
Sulla sinistra, l'orologio del Palazzo di Montecitorio.
Sullo sfondo, dietro i monti Tiburtini, il massiccio del Velino innevato.



Il Cupolone di San Pietro. Sullo sfondo, la neve sul massiccio del Terminillo.



Sulla sinistra Castel Sant'Angelo, sulla destra la cupola di San Giovanni dei Fiorentini. Sullo sfondo, la neve sul massiccio del Terminillo.



Sulla destra, Trinità dei Monti sulla cima della scalinata di Piazza di Spagna.
Sulla sinistra Villa Medici sul colle del Pincio, residenza dall'ambasciatore toscano dove Galileo Galilei soggiornò nella primavera del 1633 durante i mesi del processo alla Santa Inquisizione, e dove venne ricondotto - ormai in stato di prigionia a vita - due giorni dopo la sentenza di condanna. In quegli stessi anni, a Villa Medici amava spesso soggiornare Diego Velázquez che ne dipinse gli scorci dei giardini, oggi esposti al Prado di Madrid. Davanti a Villa Medici, la cupola di San Carlo al Corso. In primo piano, la Chiesa Nuova e l'oratorio di San Filippo Neri.
Subito dietro, verso destra, il campanile di Santa Maria della Pace, il palazzo di Sant'Apollinare e il campanile di Sant'Agostino. Sullo sfondo, le creste dei monti Lucretili innevate.



Il Palazzo dei Quirinale. Davanti ad esso, la torre Calandrelli con lo storico osservatorio meteorologico del Collegio Romano: il complesso cinquecentesco, al quale a fine settecento venne aggiunta la torre appositamente allo scopo di ospitare quella preziosa strumentazione, fu sede di osservatorio scientifico già nel 1572, quando i padri gesuiti iniziarono in questo sito regolari osservazioni astronomiche, e venne frequentato da figure basilari nella storia della Scienza e del pensiero umano, fra cui lo stesso Galilei , dapprima con la sua visita nel 1587 al gesuita matematico Christoph Clavius per discutere i nuovi teoremi sul baricentro dei corpi solidi, e successivamente, durante il suo soggiorno romano da marzo a giugno del 1611, allo scopo di verificare le sue scoperte astronomiche tramite le osservazioni condotte dai padri gesuiti nella Specola dell'Osservatorio. E fu nei locali del medesimo complesso che venne ospitato, fin dalla sua fondazione nel 1876, il Regio ufficio Centrale di Meteorologia, sorto all'indomani dell'Unità d'Italia allo scopo di gestire la prima rete nazionale di stazioni meteorologiche, e dal 1913 dotato anche di una “Sezione Presagi”, avente il compito di redigere le previsioni meteorologiche nell’interesse generale del Paese.
Sullo sfondo, dietro i monti Tiburtini, il massiccio del Velino innevato.



Il Colosseo e le rovine del Palatino. Davanti a queste ultime, il campanile di Santa Maria in Cosmedin, la chiesa della Bocca della Verità, Sulla destra la Basilica di San Giovanni in Laterano. Sullo sfondo, dietro i monti Prenestini, le creste dei Simbruini innevate.



Il Vittoriano e la torre delle Milizie.
Sulla destra, la basilica di Santa Maria in Aracoeli sul Colle del Campidoglio, dietro di essa il campanile romanico e le due cupole della Basilica di Santa Maria Maggiore.
Sullo sfondo, dietro i monti Tiburtini, il massiccio del Velino innevato.



Il colle del Pincio con Villa Medici, residenza dall'ambasciatore toscano dove Galileo Galilei soggiornò nella primavera del 1633 durante i mesi del processo alla Santa Inquisizione, e dove venne ricondotto - ormai in stato di prigionia a vita - due giorni dopo la sentenza di condanna. In quegli stessi anni, a Villa Medici amava spesso soggiornare Diego Velázquez che ne dipinse gli scorci dei giardini, oggi esposti al Prado di Madrid.
Sulla sinistra le cupole di San Carlo al Corso e, in primo piano, quella di Sant'Agnese in Agone, la chiesa del Borromini situata in Piazza Navona. Sullo sfondo, la neve sul massiccio del Terminillo.



Sulla destra, il Palazzo dei Quirinale e la torre Calandrelli con lo storico osservatorio meteorologico del Collegio Romano: quest'ultimo complesso cinquecentesco, al quale a fine settecento venne aggiunta la torre appositamente allo scopo di ospitare quella preziosa strumentazione, fu sede di osservatorio scientifico già nel 1572, quando i padri gesuiti iniziarono in questo sito regolari osservazioni astronomiche, e venne frequentato da figure basilari nella storia della Scienza e del pensiero umano, fra cui lo stesso Galilei , dapprima con la sua visita nel 1587 al gesuita matematico Christoph Clavius per discutere i nuovi teoremi sul baricentro dei corpi solidi, e successivamente, durante il suo soggiorno romano da marzo a giugno del 1611, allo scopo di verificare le sue scoperte astronomiche tramite le osservazioni condotte dai padri gesuiti nella Specola dell'Osservatorio. E fu nei locali del medesimo complesso che venne ospitato, fin dalla sua fondazione nel 1876, il Regio ufficio Centrale di Meteorologia, sorto all'indomani dell'Unità d'Italia allo scopo di gestire la prima rete nazionale di stazioni meteorologiche, e dal 1913 dotato anche di una “Sezione Presagi”, avente il compito di redigere le previsioni meteorologiche nell’interesse generale del Paese.
Sulla sinistra la cupola emisferica del Pantheon e quella a tortiglione di Sant'Ivo alla Sapienza.
Sullo sfondo, dietro i monti Tiburtini, il massiccio del Velino innevato.



Sulla destra, il Palazzo dei Quirinale, la cupola emisferica del Pantheon e quella a tortiglione di Sant'Ivo alla Sapienza.
Al centro, la cupola e le due torri campanarie di Sant'Agnese in Agone, la chiesa del Borromini situata in Piazza Navona, la colonna di Marco Aurelio e l'orologio del Palazzo di Montecitorio.
A sinistra, la Chiesa Nuova e l'oratorio di San Filippo Neri. Sullo sfondo, dietro i monti Tiburtini, il massiccio del Velino innevato.



Il Palazzo di Giustizia, sede della Corte suprema di Cassazione. Sullo sfondo, la neve sul massiccio del Terminillo.



A sinistra, il Vittoriano e la torre delle Milizie.
Al centro, la basilica di Santa Maria in Aracoeli sul Colle del Campidoglio.
A destra, il Palazzo Senatorio con la torre del Campidoglio. Davanti ad esso, la Sinagoga. Più dietro, il campanile romanico e le due cupole della Basilica di Santa Maria Maggiore.
Sullo sfondo, dietro i monti Tiburtini, il massiccio del Velino innevato.



A sinistra, la cupola emisferica del Pantheon e quella a tortiglione di Sant'Ivo alla Sapienza.
A destra, la cupola di Sant'Andrea della Valle, il Palazzo dei Quirinale, la torre Calandrelli con lo storico osservatorio meteorologico del Collegio Romano. Quest'ultimo complesso cinquecentesco, al quale a fine settecento venne aggiunta la torre appositamente allo scopo di ospitare quella preziosa strumentazione, fu sede di osservatorio scientifico già nel 1572, quando i padri gesuiti iniziarono in questo sito regolari osservazioni astronomiche, e venne frequentato da figure basilari nella storia della Scienza e del pensiero umano, fra cui lo stesso Galilei , dapprima con la sua visita nel 1587 al gesuita matematico Christoph Clavius per discutere i nuovi teoremi sul baricentro dei corpi solidi, e successivamente, durante il suo soggiorno romano da marzo a giugno del 1611, allo scopo di verificare le sue scoperte astronomiche tramite le osservazioni condotte dai padri gesuiti nella Specola dell'Osservatorio. E fu nei locali del medesimo complesso che venne ospitato, fin dalla sua fondazione nel 1876, il Regio ufficio Centrale di Meteorologia, sorto all'indomani dell'Unità d'Italia allo scopo di gestire la prima rete nazionale di stazioni meteorologiche, e dal 1913 dotato anche di una “Sezione Presagi”, avente il compito di redigere le previsioni meteorologiche nell’interesse generale del Paese.
Sullo sfondo, dietro i monti Tiburtini, il massiccio del Velino innevato.



Il Palazzo dei Quirinale. Davanti ad esso, la torre Calandrelli con lo storico osservatorio meteorologico del Collegio Romano. Quest'ultimo complesso cinquecentesco, al quale a fine settecento venne aggiunta la torre appositamente allo scopo di ospitare quella preziosa strumentazione, fu sede di osservatorio scientifico già nel 1572, quando i padri gesuiti iniziarono in questo sito regolari osservazioni astronomiche, e venne frequentato da figure basilari nella storia della Scienza e del pensiero umano, fra cui lo stesso Galilei , dapprima con la sua visita nel 1587 al gesuita matematico Christoph Clavius per discutere i nuovi teoremi sul baricentro dei corpi solidi, e successivamente, durante il suo soggiorno romano da marzo a giugno del 1611, allo scopo di verificare le sue scoperte astronomiche tramite le osservazioni condotte dai padri gesuiti nella Specola dell'Osservatorio. E fu nei locali del medesimo complesso che venne ospitato, fin dalla sua fondazione nel 1876, il Regio ufficio Centrale di Meteorologia, sorto all'indomani dell'Unità d'Italia allo scopo di gestire la prima rete nazionale di stazioni meteorologiche, e dal 1913 dotato anche di una “Sezione Presagi”, avente il compito di redigere le previsioni meteorologiche nell’interesse generale del Paese.
Sullo sfondo, dietro i monti Tiburtini, il massiccio del Velino innevato.



Vista panoramica del centro storico di Roma al tramonto. Sullo sfondo, i rilievi dell'Appennino e del subappennino.



foto di Filippo Thiery - meteoroma.net


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